La storia

 

A-5

Gandino tra storia e architettura

Capoluogo dell’omonima valle, collaterale alla Val Seriana, Gandino sorge in un’ampia conca, che per circa 10 secoli è stata la culla di una fiorente comunità mercantile. Il Comune si emancipò dal feudalesimo della famiglia De Ficienis nel 1233, divenendo poi sede del Vicario di Valle. Nel borgo, tra il XV e il XVI secolo, fiorì l’attività laniera che contribuì ad accrescere il prestigio e la ricchezza dei suoi abitanti. Antiche famiglie laniere furono i Giovanelli, autentico motore economico e culturale del luogo per oltre due secoli, Del Negro, Sizzi, Castello, Caccia, Scarpa, Rizzoni, Testa, Radici, Maccari, Ongaro, che accumularono ingenti patrimoni grazie al commercio mitteleuropeo. Al ritorno dai loro viaggi i mercanti erano soliti portare alla chiesa doni di particolare valore come segno di ringraziamento e come riconoscenza per essere stati risparmiati dai pericoli dei briganti e dalle pestilenze. Nel XVII iniziarono i primi momenti di crisi causati dai pesanti dazi imposti da Venezia poi tolti per l’insistenza dei valligiani; nel 1803 la cittadina divenne sede di Pretura.  Il XX secolo presenta fasi alterne, interrotte dalle innovazioni introdotte nella lavorazione industriale legate alla produzione di fibre sintetiche e al meccano tessile. Numerosi i personaggi illustri che ebbero i natali gandinesi. Molteplici sono le testimonianze architettoniche medievali e rinascimentali; lo stesso impianto urbanistico risale a quel periodo. Si conservano ancora tratti delle antiche mura difensive con le relative torri di guardia, ultimate nei primi decenni del XVI secolo. Restano oggi le torri di porta Pomaro (via IV Novembre), di porta Lacca (via Matteotti), riconducibili al XV secolo e la torre Presti (interna al borgo). Purtroppo delle sette porte che davano accesso al borgo è rimasta la sola porta di Piazza, pur rimaneggiata. Segno forte nel tessuto edilizio sono le numerose chiese: tra tutte emerge la monumentale basilica seicentesca, dedicata a Maria Assunta, fulcro ed apice di molteplici testimonianze d’arte. Il nucleo urbano, con strade ad andamento irregolare, è compatto con cortine edilizie sobrie, rotte dai bei portali che si aprono sugli androni. I grandi palazzi, a forma lineare, hanno ampie logge che disimpegnano i locali di residenza, spesso arricchiti da monumentali camini in arenaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.